ARCHITETTURE ALPINE
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noa*, il paesaggio capovolto

Fluttuante fra cielo e terra. Volumi e spazi in cui la forza di gravità sembra svanire per far largo a scenari inaspettati. Chissà come è la montagna vista da lassù. Lo studio di architettura noa* torna a Valdaora, all’Hubertus, e realizza una nuova piattaforma sospesa per ospitare un centro benessere. L’idea è nata dall’osservazione del paesaggio circostante riflesso nelle acque della piscina e materializzare ciò che si vede specchiato sulla superficie dell’acqua, è diventato il progetto. Un concept che gioca con la linea dell’orizzonte, con il concetto di dritto e capovolto, con i punti di vista. “L’essenza di questo progetto è il ribaltamento degli orizzonti, con il conseguente effetto di stupore per l’osservatore”, ha detto Lukas Rungger, architetto a capo del progetto e fondatore di noa*.

La nuova costruzione è una piattaforma a sbalzo, sospesa di 15m rispetto al livello del terreno e sorretta da due pilastri rivestiti in tronchi di larice. È raggiungibile attraverso una passerella sospesa, che funge anche da collegamento con la retrostante area relax di nuova costruzione, un parallelepipedo vetrato che accoglie fino a 27 persone. Sulla piattaforma, singole microstrutture dal tetto a capanna, mentre al livello inferiore della piattaforma, dove l’orizzonte subisce una rotazione di 180° , le capanne sembrano ancorate a testa in giù. “Il livello inferiore della piattaforma provoca nell’osservatore una sensazione di straniamento. Mentre si scende, la temperatura sale e l’ambiente diventa più protetto. Sembra una discesa nel centro della terra, con il conseguente ribaltamento dei poli” riassume l’architetto Gottfried Gruber, che ha supervisionato il progetto.

La decisione di lavorare con i tetti a doppia falda rovesciati è una scelta motivata da ragioni formali e funzionali: da una parte, il desiderio di riproporre l’architettura di un villaggio montano, dall’altra, l’esigenza pratica di allocare nel tetto capovolto l’impianto di depurazione dell’acqua nel caso della piscina, e le gradinate dove sedersi nel caso della sauna. Inoltre, lo sfalsamento delle capanne e l’orientamento alternato dei colmi permettono una vista a 360° sul paesaggio, vero protagonista del progetto. La scelta dei colori e dei materiali è in concordanza con il paesaggio montano: pannelli in alluminio dalle tonalità brune naturali rivestono le singole cabine così come lo spessore del solaio, formato da una struttura di travi portanti in acciaio. Anche le lamelle che schermano le vetrate sono dello stesso materiale e tinta. I pavimenti sono in ceramica beige chiaro, mentre nella sala relax il pavimento è in legno di rovere oliato bianco.

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Manuela Mimosa Ravasio è una giornalista professionista con una formazione da architetto. Ha lavorato per anni come caporedattore scrivendo di tendenze e lifestyle in riviste di turismo, cultura e attualità. Oggi svolge la sua attività da libera professionista offrendo anche consulenze in comunicazione, progettazione di contenuti e formazione per strategie narrative e turismo.

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