All posts filed under: PENSIERI in SALITA

Pensieri in salita per la montagna che verrà

Il paesaggio sonoro della montagna

“I monti sono maestri muti e fanno discepoli silenziosi” scriveva Goethe. Ma è davvero così? Davvero la montagna è un passaggio silenzioso? Settimane fa ho incontrato Max Casacci, produttore, chitarrista e fondatore dei Subsonica,  durante la presentazione della nuova campagna di Courmayeur che consiste in una sorta di sinfonia della montagna costruita con i suoni della natura. Casacci mi ha mostrato come paglia e fieno sono diventate basso e batteria, come i campanacci di mucche e capre si sono trasformati in un riff melodico. Ascoltando le sue tracce ho scoperto che il suono di un ruscello può diventare un magnifico arpeggiatore, e che gli uccelli fanno acid music. Nel bosco, tra rami e cortecce, sembra che Casacci abbia trovato il ritmo profondo della natura. Ci sono volute ore di appostamento, con i microfoni dentro i corsi d’acqua o mi mezzo alle chiome degli alberi, per catturare questo paesaggio sonoro. Un ecosistema che unisce il vento che fischia tra i rami, il gorgoglio dei ruscelli, i muggiti delle mucche, i suoni dei picchi… e che i visitatori di …

Per una Montagna Sacra

La vetta del Monveso di Forzo, cima piramidale di 3322 m, si trova sul confine tra i versanti piemontese e valdostano del Parco Nazionale Gran Paradiso. La si vede dalla val Soana, alla testata del vallone di Forzo, dalla pianura canavesana, e sul versante destro del vallone de la Valeille (val di Cogne) nel gruppo di cime detto Le Arolle (per essere precisi Piccola Arolla, Punta di Forzo, Monveso di Forzo, Roccia Azzurra e Punta delle Séngie), visibile anche da Gimillan e, anche se in modo meno prominente, dall’abitato della stessa Cogne. Si tratta di una cima poco frequentata, e quindi perfetta per essere consacrata alla Natura, per essere insomma la Montagna Sacra. Una vetta consacrata alla Natura «Abbiamo scalato e conquistato cime, pareti, ghiacciai, siamo andati anche su Marte, esplorato e vinto ogni angolo del nostro pianeta. Forse la vera impresa, quella che ancora dobbiamo fare, è individuare un luogo in cui, per scelta consapevole, non si mette piede». Ecco la Montagna Sacra  nelle parole di Toni Farina, uno dei promotori e membro del Consiglio …

Le Dolomiti del Silenzio

Tra i miei “pensieri in salita”, spesso si parlerà di un’altra montagna. Di narrazione partecipata, di redazione di comunità, di ripensare un territorio partendo dall’ascolto. Il progetto sperimentale di narrazione e comunicazione partecipata del territorio L’Altra montagna – Le Dolomiti del Silenzio di Isoipse Impresa sociale, sviluppato insieme all’Università di Udine e alla Regione Friuli Venezia Giulia, nell’ambito della Convenzione con la Fondazione Dolomiti UNESCO, progetto che ha vinto ex aequo l’ultimo Lagazuoi Ideas Mountain Awards, risponde esattamente a questi criteri. Ed è per questo che ho chiesto a Valentina de Marchi, antropologa e film maker, di fare una chiacchierata con me. Come nasce Isoipse? Nasce da un gruppo di giovani appena laureati, architetti, sociologi, giornaliste, antropologhe, e tornati “a casa”, nella val Belluna, per cercare di mettere al servizio del territorio le proprie competenze ed evitare l’emorragia di giovani che di solito dalla montagna se ne vanno. L’idea era quella di fare progetti di valorizzazione territoriale nel contesto montano. Che poi è quello che abbiamo fatto dal 2014 nella montagna del Friuli Venezia Giulia anche …

La comunità come risorsa. Una ricerca.

Di turismo di comunità si parla dagli anni Novanta, eppure negli ultimi anni la parola comunità è diventata pervasiva, tanto che è arrivato puntuale il community washing. Una risposta, quantitativa e qualitativa, alla percezione diffusa, la può dare il primo studio realizzato da AICCON in collaborazione con la Scuola delle cooperative di comunità nata nel 2014, Confcooperative Emilia Romagna e Legacoop Emilia Romagna. Economie di luogo: fotografia e dimensioni qualitative delle cooperative di comunità, di Paolo Venturi, Direttore di AICCON e di The FundRaising School, e Serena Miccolis, in effetti fotografa, al 30 giugno 2021, la diffusione dei territori che stanno “usando” la comunità come strumento di empowerment collettivo. La conferma alla percezione diffusa arriva subito: l’incremento esponenziale del fenomeno (si registra un più 57 per cento) è avvenuto nel triennio 2018-2020, trainato soprattutto dai territori che si trovano in Toscana e Abruzzo e con una partecipazione di donne che arriva al 43 per cento. Inoltre, due cooperative di comunità su tre sono localizzate in un’area interna, mentre per il 60 per cento di esse lo scopo principale per la costituzione di una cooperativa …

L’odore che ci guida nella memoria e nei luoghi

Chissà che odore avevano le calli di Venezia quando i magazzini traboccavano di spezie e aromi, o che essenze sprigionavano i bouquet preferiti da Maria Antonietta d’Austria e Caterina di Russia. Nelle sere delle prime, le hall de La Fenice o del Bol’šoj dovevano emanare speciali profumi, perché, come scrive Karl Schlögel nel suo recente Il profumo degli Imperi (Rizzoli), ogni epoca ha il suo aroma, la sua fragranza, il suo odore. E anche le nostre vite, in fondo, hanno un leitmotiv odoroso, una colonna sonora fatta di effluvi che arrivavano dalla cucina della nonna o da lunghi abbracci. Lo dice la scienza: nessun senso è complice della memoria come il nostro olfatto. Avete presente Proust? In tempi di pandemia poi, la dimensione pubblica si sovrappone a quella privata. Che non è solo il sentore, si dice non gradevole, delle strade della Parigi della Belle Époque, ad andar perduto, ma gli odori tutti. Fisioterapia per nasi Si chiama anosmia ed è uno degli effetti più spiazzanti del Covid19, che costringe a vivere, a volte per …

Liberi tutti

Ho conversato con Daniele Francesconi, direttore, in occasione del mio pezzo per Repubblica sulla 21ª edizione di festivalfilosofia che si tiene il 17, 18 e 19 settembre 2021 a Modena, Carpi e Sassuolo. Questa è l’intervista integrale. “Libertà, una parola molto usata e forse ab-usata, un concetto solo apparentemente semplice e spesso banalizzato. Con il festivalfilosofia volete forse restituire alla parola “libertà” tutta la sua complessità? Noi scegliamo i temi con una doppia prospettiva. Da una parte la tradizione filosofica, con questioni di lunga durata, dall’altra esperienza dell’oggi e il senso comune. Per 20 anni il termine “libertà” ci è sfuggito, ma non c’è dubbio che in quest’ultimo anno e mezzo (la parola è stata scelta alla fine della scorsa estate), abbiamo avuto esperienza diretta con i margini della libertà e di cosa significa la connessione tra libertà individuale e la responsabilità verso la comunità. Da non filosofa mi incuriosisce molto la relazione tra l’esercizio della libertà, e i processi biologici che costituiscono la mente. Il legame, insomma tra libertà e neuroscienze. C’è un fondamento …

Borgo Alive! Una mostra, una piattaforma, e un’App per dare un futuro ai borghi

Devo confessarvi che sono un po’ a disagio quando sento ripetere che siamo “il più” Bel Paese del pianeta, invidiato da tutti, ai primi posti nelle ricerche e trend topic. Quello con i borghi che incantano, mentre il mare blu languisce, e presto ci trasferiremo in massa tra galline e orti bio. Mi chiedo se davvero la bellezza possa bastare a sé stessa e in cuori mio conosco la risposta, e non è rassicurante. Ho deciso che una della mie pillole nel corso di formazione sulle “parole che fanno una destinazione” (prossima tappa Biccari) sarà una sistemica, ma scrupolosa pulizia da ogni retorica. Nessuno più della sottoscritta crede in borghi e comunità, ma quel 70 per cento di paesaggio che compone il nostro territorio italiano in verità manca spesso, e suo malgrado, dello sguardo e delle competenze, quando non delle infrastrutture, per “rinascere” davvero (già rinascere è parola che mi crea alcune inquietudini). Meglio ancora, direi, per vedere se si può ragionevolmente restare in un luogo e creare qualcosa che ti fa mantenere la famiglia. …

Andrea Zanzotto, la poesia come paesaggio

“Esistono davvero certi luoghi, anzi certe concrezioni o arcipelaghi di luoghi, in cui, per quanto ci si addentri, e per quanto li si colga tutti insieme come in un plastico fissato da una prospettiva dall’alto, mai si riuscirebbe a precisarne una vera mappa, a fissarvi itinerari. La voglia che tali luoghi insinuano è quella di introiettarli quasi fisicamente, tanto sono vibranti di vitalità intrecciate e dense. Esistono in tutto il mondo, l’Italia ne è colma, ciò che spinge a identificarli davvero è un amore esclusivo, fatale, per la maestà e la violenza che sale dal fondo dei fondi e spinge come fuoco sotterraneo […]”  Il brano qui sopra è stato tratto dal libro Luoghi e paesaggi di Andrea Zanzotto. Per il poeta veneto, il paesaggio è un’opera d’arte diffusa. Un territorio intrecciato con la poesia e con l’Uomo, per la cui tutela Zanzotto, poeta di cui si celebra il centenario, ha usato versi e impegno civico, anticipando temi e sensibilità di oggi. L’ambiente, con i suoi rimandi sociali, linguistici e identitari è, di fatto, cultura. E …

Quale futuro per il turismo di lusso

Uno dei tanti aspetti di diseguaglianza di questi mesi terribili è che, mentre Oxfam certifica che nel 2020 l’aumento del numero di persone in povertà si sarebbe attestato tra i 200 e i 500 milioni, nel mondo i multimiliardari si sono arricchiti. Guardando a casa nostra, secondo i dati Abi presentati da Il Sole 24Ore, l’incremento della liquidità sui depositi anno su anno è salito dell’8 per cento, ed è a quota 1.682 miliardi. Insomma, ci sono un po’ di soldi pronti a essere spesi. Anche, o soprattutto, nel turismo. Oggi la Fondazione Altagamma ha presentato il libro Turismo di Alta Gamma. Una strategia per l’Italia, frutto di due ricerche (una di Bain & Company e una di Boston Consulting) sul segmento lusso del turismo. Si tratta si un segmento che, come ricorda il presidente della fondazione Matteo Lunelli: «rappresenta meno dell’1 per cento delle imprese di soggiorno e il 3 per cento circa delle notti, ma genera il 25 per cento della spesa totale dei turisti nel nostro Paese». 12mila turisti che per altro …

Smart-workcation: lavorare per stare bene e fare del bene

Ebbene sì, ancora su workcation. Che non si sa bene se sia un desiderio o una vera possibilità, un’esercitazione di una probabile vita prossima o ventura, o semplice fuga momentanea. Fra le tante iniziative, compresa la recente chiamata agli e alle smartworker di Courmayeur Mont Blanc che ha redatto un Manifesto Etico per lavorare in armonia con le comunità alpine e offrendo location come la stazione della funivia SkyWay Montebianco e alcuni chalet, le iniziative che trovo più interessanti sono quelle che si pongono come attrici di un processo di cui il lavoro a distanza è solo un tassello. Un esempio (di Borgo Office e Pisanty ne ho già parlato qui) è il lavoro che sta facendo SmartWay di Berardino D’Errico che ha selezionato una serie di borghi e avanzato progetti per arricchirli di connessioni stabili e servizi, con lo scopo di portare economia e lavoro nell’entroterra italiano anche dall’Olanda. Si tratta quindi di utilizzare un bisogno (o un trend) in modo proattivo, quasi fosse l’occasione per progettare nuove pratiche di rilancio di un territorio. Altro esempio è Anima …